Il Corpo e La Mente

Come ritrovare la gioia senza aspettare che cambi tutta la tua vita

Ti racconto perché la gioia non deve aspettare che tutto vada finalmente per il verso giusto. Possiamo allenarci a cercarla nel presente, partendo dalla prossima ora e da un piccolo gesto possibile.

Gioia Benessere Presenza Emozioni Consapevolezza
Persona con una bevanda calda nota la luce entrare dalla finestra durante un momento quotidiano
“Con un singolo gesto, in una singola ora, non cambi tutta la tua vita, ma puoi cambiare la sensazione di come stai oggi.”
Coltivare la gioiosità non significa controllare ciò che accade, ma riconoscere il piccolo margine d’azione che abbiamo nel presente.

Forse ti è capitato di pensare: starò meglio quando cambierò lavoro, quando troverò la casa giusta, quando questa situazione finalmente si sistemerà. È un pensiero comprensibile, ma ha un piccolo problema: rischia di mettere la tua gioia sempre un po’ più avanti. E allora, come ritrovare la gioia senza aspettare che cambi tutta la tua vita?

Io preferisco parlare di gioiosità più che di felicità. La felicità siamo abituatə ad associarla ai grandi eventi: un nuovo lavoro, una relazione, una vacanza, qualcosa che finalmente va come desideravamo. La gioiosità, invece, possiamo provare a coltivarla nel quotidiano, anche quando le circostanze non sono esattamente quelle che avremmo scelto.

Questo non significa far finta che vada tutto bene, minimizzare quello che fa male o convincersi di poter controllare ciò che succede. Significa riconoscere che, accanto a quello che non dipende da noi, può esserci un piccolo margine su cui possiamo intervenire.

Per trovarlo, ti propongo di fare un passaggio molto concreto: smettere per un momento di guardare tutta la vita insieme e restringere lo sguardo. Alla giornata, alla prossima ora, magari alla prossima mezz’ora. E chiederci: che cosa posso fare adesso per aggiungere un filo di gioia, vitalità o piacere?

Come ritrovare la gioia senza aspettare il momento perfetto?

Quando pensiamo alla felicità, spesso la leghiamo a qualcosa che deve succedere: trovare il lavoro giusto, cambiare casa, partire per una bella vacanza, costruire una relazione, raggiungere finalmente un traguardo. E così rischiamo di vivere con una promessa implicita: starò bene quando accadrà quella cosa.

Io preferisco parlare di gioiosità perché mi aiuta a spostare il fuoco. I grandi eventi hanno il loro peso e possono renderci molto felici, certo. Ma uno stile di vita gioioso non può dipendere soltanto da loro, altrimenti consegniamo completamente il nostro benessere a ciò che succede fuori di noi.

Coltivare la gioia non significa pretendere di essere sempre sereni o sorridenti. Non significa neppure ignorare una giornata storta, una brutta notizia o un periodo difficile. Significa allenarsi a nutrire una capacità quotidiana che può esistere anche quando le circostanze non sono ideali.

È qui che cambia la domanda. Invece di chiedermi soltanto quando arriverà il prossimo grande evento capace di farmi stare bene, posso iniziare a osservare anche ciò che succede tra un evento e l’altro: le ore normali, le giornate ordinarie, quei momenti in cui apparentemente non accade nulla di speciale. Imparare a sfruttare i piccoli momenti significa proprio smettere di considerare il presente come una semplice sala d’attesa.

La gioiosità non richiede una vita perfetta. Richiede di non affidare tutta la possibilità di stare bene al prossimo grande cambiamento.

Non sei il temporale: cosa insegna la metafora delle nuvole

Quando succede qualcosa di bello o di doloroso, è facile che quell’evento occupi tutto lo spazio. È come se, per un momento, non esistesse più niente oltre a quello che sta accadendo. Nella puntata provo a proporre un’immagine diversa: pensare agli eventi come a nuvole che attraversano il cielo.

Persona su un prato osserva nuvole scure attraversare un cielo ampio illuminato in parte
Gli eventi possono attraversare la nostra vita come nuvole, senza coincidere con tutto ciò che siamo.

Puoi immaginarti come il cielo sopra quelle nuvole, oppure come il prato che rimane sotto. Ci sono giorni di sole e giorni di pioggia, ma il cielo e il prato continuano a esserci. Questo non rende una brutta notizia meno importante e non serve a convincerti che non dovresti stare male. Serve piuttosto a fare mentalmente un passo indietro e ricordarti che ciò che stai vivendo, per quanto intenso, non coincide con tutta la tua persona e con tutta la tua vita.

“Non sei la nuvola o il temporale. Il temporale capita, la nuvola arriva, la vita questa è.”

Questa distanza può essere utile proprio quando un momento difficile sembra prendersi tutto. Non è positività forzata e non è un invito a minimizzare. È un modo per attraversare i momenti difficili senza trasformare automaticamente ciò che sta succedendo nell’intera definizione della tua esperienza.

L’evento resta reale. La fatica resta reale. Ma tu sei anche ciò che osserva quella nuvola passare, il pezzo di cielo che le sta intorno, il prato che continua a esserci sotto la pioggia.

La gioiosità si coltiva anche nei periodi difficili

Oggi mi capita spesso che qualcuno mi dica: «Sei sempre così serena, così in armonia. Come fai?». Ma cinque o dieci anni fa non mi sarei descritta nello stesso modo. La gioiosità, almeno per come la intendo io, è diventata nel tempo una capacità da coltivare, una specie di skill da nutrire ogni giorno.

La mia gioia non è nata dall’assenza di difficoltà

Dietro il modo in cui oggi guardo alla gioia ci sono dieci anni di psicoterapia vissuta da paziente e molti anni di studi e formazione. E ci sono anche periodi che avrei volentieri evitato. Intorno ai trent’anni ho scoperto di avere una malattia autoimmune cronica e, circa sei mesi dopo, un tumore. In quel periodo mi sentivo profondamente triste e guardavo la vita delle persone della mia età pensando che la mia non assomigliasse affatto a quella che mi ero immaginata.

Persona percorre un sentiero sinuoso alternando tratti in ombra e zone illuminate
La gioiosità può costruirsi nel tempo, attraversando sia i tratti difficili sia quelli più luminosi.

Non ti racconto questa parte della mia storia per dire che basta cambiare pensiero o coltivare la gioia per superare qualsiasi cosa. Sarebbe falso, e soprattutto ingiusto verso chi sta vivendo qualcosa di molto doloroso. Te la racconto perché per me è importante chiarire che parlare di uno stile di vita gioioso non significa avere una vita senza temporali.

Questa capacità si è costruita lentamente, attraverso la mia esperienza, la psicoterapia e gli strumenti maturati negli anni di studio. A un certo punto ho iniziato a considerare la gioiosità come qualcosa da coltivare giorno per giorno, anche mentre imparavo a stare dentro eventi che non avevo scelto. Per me il punto è proprio questo: la gioia non arriva necessariamente dopo che le difficoltà sono finite. Possiamo cominciare a nutrirla, con il tempo e con gli strumenti che ci servono, anche mentre la vita continua a essere imperfetta.

Dal macro al micro: perché la prossima ora conta

Quando penso alla mia vita tutta insieme, è facile finire nel macro: starò meglio quando cambierò lavoro, quando sistemerò quella situazione, quando finalmente succederà qualcosa di grande. Il problema è che, vista da lì, una piccola azione sembra quasi inutile. Che cosa può cambiare mentre sto guidando, tornando dal lavoro, facendo una pausa pranzo o stirando?

Io provo invece a restringere lo sguardo. Dalla vita intera alla giornata, dalla giornata al pomeriggio, fino alla prossima ora. Non perché quell’ora debba essere straordinaria, ma perché questa specifica ora non tornerà più esattamente così. Puoi essere in macchina, al lavoro, in pausa pranzo, mentre torni a casa o mentre stiri: non serve che accada qualcosa di eccezionale perché quel pezzo di giornata abbia valore.

Questo passaggio dal macro al micro cambia soprattutto la domanda che ci facciamo. Non più: «Come faccio ad aggiustare tutta la mia vita?». Piuttosto: «Che cosa posso fare in questa ora per viverla un pochetto meglio?». È un modo per tornare a ciò su cui possiamo davvero intervenire, senza pretendere che un singolo gesto risolva tutto.

Quando guardo solo il macro Quando torno al micro
Starò meglio quando cambierà tutta la situazione Che cosa posso fare nella prossima ora?
Un piccolo gesto non può cambiare la mia vita Un piccolo gesto può cambiare come vivo questa ora
L’evento che sto vivendo occupa tutto L’evento accade, ma non coincide con tutta la mia esperienza
Cerco un cambiamento enorme Cerco un filo o un millimetro in più di gioia, vitalità o piacere

Un gesto piccolo non cambia necessariamente il lavoro che non ti piace, una relazione complicata o un periodo pesante. Può però cambiare la sensazione con cui attraversi questo pezzo di giornata. E se oggi cambia un’ora, domani magari ne cambia un’altra: è così che il micro smette di sembrare insignificante.

Non si tratta di ignorare ciò che va affrontato o di scappare nei dettagli. Si tratta di non chiedere a ogni momento di risolvere l’intero problema e, quando serve, provare a ritrovare la calma tornando al prossimo passo possibile.

Come ritrovare la gioia con la domanda del «pochetto»

Quando una situazione ci pesa molto, la domanda «Come faccio a stare meglio?» può diventare enorme. Talmente enorme da lasciarci fermi. Per questo nella puntata propongo di restringere ancora il campo e chiedersi: «Come la miglioro un pochetto quest’ora visto che non mi riaccadrà mai più?».

Persona in pausa vicino alla finestra si concede una bevanda calda durante una giornata normale
A volte basta chiedersi che cosa può rendere questa specifica ora un pochetto più piacevole.

Quel «pochetto» per me è importante. Non ti sto chiedendo di trasformare una giornata difficile in una giornata meravigliosa, né di convincerti che va tutto bene. Ti sto invitando a tornare a questa ora precisa e a chiederti che cosa ti serve adesso.

  • Come la miglioro un pochetto quest’ora visto che non mi riaccadrà mai più?
  • Che cosa mi serve ora, in questo momento?
  • Che cosa può aggiungere un po’ di gioia a questa ora?
  • Che cosa può farmi sentire un po’ più vitale o darmi un po’ più di piacere adesso?

La risposta non deve essere spettacolare. Il punto è allenarsi a tornare dal macro al micro e a cercare un millimetro in più di gioia, piacere o vitalità. Anche quando siamo presi dai pensieri negativi, restringere lo sguardo può aiutarci a riportare l’attenzione su ciò che possiamo fare in questo momento.

Un gesto non cambia tutta la vita. Può però cambiare la sensazione con cui attraversi questa ora, e magari quella con cui arriverai a stasera. Ripetuto nel tempo, questo modo di occuparti del presente può diventare una capacità da coltivare.

Cerca il tuo «pochetto»: non la soluzione definitiva, ma ciò che può aggiungere adesso un filo di gioia, vitalità o piacere. E se stai attraversando una sofferenza intensa, questo non sostituisce un percorso psicologico o psicoterapeutico.

Ascolta l’episodio originale

Se vuoi ascoltare da dove nasce questo articolo, qui trovi l’episodio da cui è tratto.

Ascolta su Apple Podcasts

Puntata 114: Obiettivi 2025: il metodo dei 10 ingredienti per riuscirci


Se questo tema ti tocca da vicino

Se ti sei riconosciutə nell’idea di coltivare il benessere un po’ alla volta, attraverso pratiche che possano entrare nella quotidianità, può esserti utile avere uno spazio in cui continuare ad allenare questa attenzione a te.

JoyFuel è una palestra online in abbonamento dedicata al benessere corpo-mente. Trovi ogni settimana nuove classi di bioenergetica, yoga e meditazione, insieme a masterclass psicologiche mensili, test di autovalutazione, esercizi e al supporto di psicoterapeuti e insegnanti. Può essere un modo per dare continuità, nella vita di tutti i giorni, a quel piccolo lavoro di cura e ascolto che non ha bisogno di aspettare il momento perfetto.

FAQ — Domande che potresti avere

Come ritrovare la gioia di vivere nei periodi difficili?

Puoi iniziare senza aspettare che il periodo difficile finisca del tutto. Il punto non è negare ciò che fa male, ma ricordarti che quello che stai vivendo non coincide con tutta la tua esperienza. Restringi lo sguardo alla prossima ora e chiediti che cosa potrebbe aggiungere adesso un filo di gioia, vitalità o piacere.

Come vivere il momento presente senza pensare sempre al futuro?

Può aiutarti passare dal macro al micro. Invece di concentrarti continuamente su quando cambierà il lavoro, la casa o un’altra grande situazione, torna alla giornata, al pomeriggio o alla prossima ora. Chiediti che cosa ti serve in questo momento concreto, ricordando che questa specifica ora non tornerà più esattamente uguale.

Quali piccole cose posso fare ogni giorno per stare meglio?

Non esiste un gesto uguale per tuttə: la domanda è che cosa può rendere questo momento un pochetto migliore per te. Può essere qualcosa che aggiunge piacere, vitalità o gioia alla prossima mezz’ora o alla prossima ora. L’obiettivo non è cambiare tutta la giornata, ma trovare il tuo piccolo margine possibile.

Come godersi la vita senza aspettare che tutto sia perfetto?

Significa smettere di affidare tutta la possibilità di stare bene ai grandi eventi. Le difficoltà possono esserci e restare importanti, mentre allo stesso tempo puoi coltivare momenti di gioia nel quotidiano. Non serve che ogni giornata sia speciale: puoi dare valore anche a un’ora ordinaria e chiederti come attraversarla un po’ meglio.

Come essere più felici senza dipendere dagli eventi esterni?

Più che puntare a essere sempre felici, nella puntata propongo di coltivare la gioiosità come capacità quotidiana. Gli eventi belli e dolorosi continuano ad accadere, ma puoi fare un passo indietro e non identificarli con tutta la tua vita. Poi puoi tornare al presente e occuparti del piccolo margine su cui hai possibilità di agire.

Conclusione

Non serve chiedere alla prossima ora di sistemare tutta la tua vita. Ci sono cose che non dipendono da noi, eventi che avremmo preferito evitare e momenti in cui stare bene è semplicemente più difficile. Ma, dentro tutto questo, possiamo ancora domandarci quale piccolo margine abbiamo adesso.

Può essere un filo di piacere, un po’ di vitalità, un gesto che rende questa mezz’ora appena migliore. È da qui che puoi cominciare: non dalla grande trasformazione, ma dal tuo piccolo «pochetto». Un millimetro che non cambia tutto in una volta, ma cambia il modo in cui attraversi questo pezzo di giornata.


Il Corpo e la Mente

Psicologia, corpo e strumenti pratici per attraversare meglio quello che vivi.

0
    0
    Il tuo carrello
    Il tuo carrello è vuotoTorna al negozio